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Succede solo a Bologna APS | Art city white night
Una notte da tutto esaurito per la Basilica di San Petronio di Bologna. Sabato 28 gennaio, nella città felsinea, è tornata la Art City White Night, la notte bianca della cultura, organizzata in occasione di Arte Fiera, con in calendario tantissimi eventi notturni.
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ART CITY WHITE NIGHT

Arte in San Petronio


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Una notte da tutto esaurito per la Basilica di San Petronio di Bologna. Sabato 28 gennaio, nella città felsinea, è tornata la Art City White Night, la notte bianca della cultura, organizzata in occasione di Arte Fiera, con in calendario tantissimi eventi notturni. Appuntamenti straordinari perché hanno permesso a bolognesi e turisti di visitare e ammirare musei e monumenti di solito chiusi la sera.

 

Così come l’anno scorso, anche quest’anno la notte bianca è stata nel segno di San Petronio. Mentre nel 2016 l’Art City White Night ospitò l’inaugurazione della raccolta fondi per il restauro della Basilica, l’evento di quest’anno ha invece chiuso il progetto, lanciato dall’associazione Succede solo a Bologna con il sostegno degli “Amici di San Petronio”. In dodici mesi la campagna di crowdfunding per questo simbolo che storicamente è un bene della “libera città di Bologna” ha raccolto 206.165 euro da destinare ai lavori di restauro.

 

Tra i simboli della città che hanno lasciato aperte le proprie porte c’era ovviamente anche San Petronio. Siamo abituati a passeggiare tra le navate della Basilica, cominciata a costruire nel 1390, quando fuori è ancora giorno e la luce entra dalle vetrate. La notte bianca, però, vale un’eccezione. Così, migliaia di persone hanno potuto visitare San Petronio, in via straordinaria, dalle 20 alle 24. Chi si è trovato a passare da Piazza Maggiore la sera del 28 gennaio ha potuto attraversare i portali costruiti nel XVI secolo e osservare, con il sole ormai tramontato, le tante sorprese che offre San Petronio: dalla meridiana più lunga del mondo, alla cappella dove si trovano i resti della sorella di Napoleone, fino alle cosiddette Quattro Croci, che, secondo la leggenda, vennero messe da Sant’Ambrogio ai quattro angoli della città per proteggerla dai pericoli. A chi invece era interessato ad approfondire la storia della Basilica, conoscendo tutti i suoi segreti, sono state messe a disposizione tre visite guidate.

 

Spostandosi di pochi passi da Piazza Maggiore, si può arrivare al campanile di San Petronio. Questo luogo, che viene aperto al pubblico solo in poche occasioni, è ancora la sede, dal 1912, dell’Unione Campanari Bolognesi. In occasione della notte bianca, le sue campane hanno lasciato un po’ di posto alla mostra fotografica “Capitale umano”, curata da Arianna Totaro. Una mostra che ha visto la presenza di più di 1.000 visitatori. Protagonisti i lavoratori, che ogni giorno animano la città. In tutto 160 foto di altrettante professioni, divise lungo i tre piani del campanile, fino ad arrivare alla sede dei campanari, che hanno mostrato a tutti la loro “casa”.

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