Side Menu
Succede solo a Bologna APS
 
Succede solo a Bologna APS | I Corpi di Ellis
All’interno della splendida cornice del Teatro di Villa Aldrovandi-Mazzacorati le opere dell’artista Malisart dialogano con lo spazio circostante tessendo una fitta rete di comunicazione con le cariatidi settecentesche.
Arte fiera 2023
103761
page-template-default,page,page-id-103761,page-child,parent-pageid-103749,ajax_fade,page_not_loaded,
   

Orari di Apertura:

  • Venerdì 03 dalle 19:00 alle 23:00: Vernissage
  • Sabato 04 dalle 15:00 alle 23:00: apertura al pubblico
  • Domenica 05 dalle 15:00 alle 18:00: apertura al pubblico
  • Domenica 05 dalle ore 18:00 alle 19:00: finissage

Un trenino speciale per arrivare da noi:

Puoi raggiungerci in macchina, in autobus (Fermata Villa Mazzacorati: 11,13,96).

In occasione della Notte Bianca dell’Arte il 04 febbraio metteremo a disposizione dalle 18.00 (partenza Piazza Maggiore) alle 22.30 un trenino gratuito per collegare questa mostra alla mostra di Claudiano.jpeg.

Ogni mezz’ora partirà un trenino che andrà dal Teatro Mazzacorati 1763 (Via Toscana 19) a Piazza Maggiore (sul lato sinistro della piazza guardando la Basilica di San Petronio) e viceversa.


Una colonna sonora dal vivo

Durante il Vernissage e la Notte Bianca dell’Arte si esibirà al pianoforte Luca Pagnotta del Conservatorio di Bologna accompagnando i visitatori nell’esperienza.


Dove trovi l’evento?

Teatro Mazzacorati 1763 – Via Toscana 19 40141 Bologna


Ingresso

Gratuito e senza prenotazione


All’interno della splendida cornice del Teatro di Villa Aldrovandi-Mazzacorati le opere dell’artista Malisarts dialogano con lo spazio circostante tessendo una fitta rete di comunicazione con le cariatidi settecentesche.

Uno scambio dialettico che mette in relazione la bellezza dell’opera settecentesca con la seducente drammaticità delle sculture di Malisarts.

L’artista si concentra sullo studio del corpo, sulla plasticità e sulla sensuale intensità di un corpo ferito, fatto a pezzi.

Tutta la bellezza e la potenza creatrice esondano come un fiume in piena, rompendo gli argini e liberando la loro energia dalle ferite, dalle spaccature che invece di indagare la sfera delle fragilità si trasformano in un punto di forza e di rinascita.

Una moderna forma di “kintsugi”, l’arte giapponese di riparare con l’oro, applicata non solo all’oggetto ma anche allo Spirito, al nostro Io interiore.

Ogni ferita, ogni riparazione ha una sua intrinseca bellezza nella sua imperfezione unica e perfetta, irripetibile e immutabile.

In un mondo che esalta la perfezione, questa è un’ode alla bellezza delle imperfezioni, un’ode all’unicità di ognuno di noi.

L’idea nasce durante la permanenza dell’artista a New York, periodo durante il quale ha modo di entrare in contatto con il dramma della migrazione primo-novecentesca.

Le immagini dei corpi dei migranti che arrivavano ad Ellis Island inseguendo il sogno americano con in tasca solo la speranza di riscatto e lo sguardo dritto verso un futuro rincorso con tutte le forze.

Corpi sfibrati nella loro essenza, spaccati, lacerati, fisicamente “a pezzi”… ma corpi che risorgono dalle loro ceneri, corpi che della loro ferita fanno un punto di forza dalla quale si sprigiona l’energia creatrice e la bellezza sensuale seducente dell’unicità.

Dall’incontro con lo street artist Stikki Peaches, figlio di genitori italiani emigrati in Canada, nasce una sinergia che abbatte i confini del tempo, dello spazio e della tecnica artistica utilizzata.

Entrambi gli artisti si sono formati in Bottega come era consuetudine nella cultura italiana quattrocentesca.

Una formazione applicata, sperimentale, che crea una connessione tra due mondi diversi eppure così profondamente uguali, una connessione che intreccia le vite di due artisti che hanno le stesse origini geografiche e artistiche: la Bottega italiana.

La forte influenza della cultura pop, anche di quella italiana se pensiamo ai manifesti di Rotella, sono la base sulla quale lo street artist sviluppa la sua poetica.

Le icone del nostro tempo veicolano messaggi grazie all’intervento grafico, il segno lasciato da una bomboletta o un marker. Diversi livelli semantici creano una stratificazione di messaggi ironici, irriverenti, leggeri e profondissimi.

La mostra “I corpi di Ellis” trova una sua perfetta collocazione all’interno del Teatro di Villa Aldrovandi-Mazzacorati proprio come luogo ideale nel quale va in scena il Dramma Umano nella sua autentica e italiana bellezza

Malisarts e Stikki Peaches


SPONSOR


VEDI LE ALTRE MOSTRE