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Succede solo a Bologna APS | Cinque chiese di Bologna
Bologna è una città ricca di storia, cultura e monumenti. Tra questi non mancano le chiese che, tra Cattedrali, Basiliche e Complessi rendono ancora più unica questa città.
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Bologna è una città ricca di storia, cultura e monumenti. Tra questi non mancano le chiese che, tra Cattedrali, Basiliche e Complessi rendono ancora più unica questa città.

Cattedrale di San Pietro

È lei la cattedrale della città e si erge su via Indipendenza. La sua prima costruzione è da far ricondurre a prima dell’anno Mille, ma la chiesa benne poi ristrutturata più volta, l’ultima nel XVIII secolo. Punto di riferimento per tanti bolognesi, la Cattedrale vanta al suo interno le opere di alcuni dei più importanti artisti, come Prospero Fontana, Ludovico Carracci e Donato Creti.

Una curiosità lega San Pietro, o meglio il suo campanile, a quello di San Petronio e alla torre del Palazzo del Podestà. Osservando la loro posizione, si noterà che questi sono infatti perfettamente in linea. Una situazione che, secondo la cultura popolare antica, aveva un significato preciso: le decisioni della città per funzionare bene devono essere prese da punti di vista diversi ma con lo stesso filo conduttore. Cosa lega la posizione di questi luoghi a una credenza simile? Il campanile di San Pietro rappresenta il potere ecclesiastico, la torre del Palazzo del Podestà il potere politico e il campanile di San Petronio il potere del popolo. Ecco qui il significato: i tre potere risiedono in posti diversi, ma la loro posizione li lega in maniera chiara.


Basilica San Petronio

La Basilica di San Petronio è la sesta chiesa più grande al mondo, domina Piazza Maggiore arricchendo la città di Bologna fin dal 1390, quando venne posata la prima pietra. Chi si trova davanti a questa chiesa, considerata il tempio civico della città e dedicata al Santo Patrono di Bologna, non può che rimanere incantato di fronte alla sua facciata incompleta che la rende la chiesa in mattoni più grande al mondo. Tante le peculiarità della Basilica, che vanta al suo interno la meridiana più lunga del mondo e l’organo monumentale a registri indipendenti più antico al mondo. Non solo, nei suoi secoli di storia questo luogo ha ospitato eventi davvero importanti come l’incoronazione di Carlo V nel 1530.

La storia della sua costruzione fu molto travagliata. Tutto inizia con la posa della prima pietra il 7 giugno 1390 sotto la direzione di Antonio di Vincenzo, ma i lavori furono più volte interrotti e i progetti modificati. Tra le istituzioni legate a San Petronio c’è la celebre Fabbriceria, costituita insieme alla fondazione della chiesa. La documentazione arrivata a noi tramanda la memoria di quattro cittadini, detti superstites, eletti dal governo della città per occuparsi della costruzione della basilica. Erano loro a esprimersi e decidere circa l’organizzazione del cantiere. Oltre alla costruzione, la Fabbrica o Fabbriceria doveva curare anche la conservazione della Basilica, gestendone le risorse economiche. Questa Istituzione esiste ancora e tuttora tramanda la storia di questo simbolo di Bologna grazie al suo archivio con atti, carteggi, registrazioni contabili, disegni e stampe.


Santuario di San Luca

Come non nominare il Santuario di San Luca? Punto di riferimento per bolognesi e non, situato sul Colle della Guardia a conclusione del portico più lungo del mondo, La sua fondazione risale al 1194, mentre l’edificio come lo vediamo oggi è del 1723-1742. È meta da sempre di pellegrinaggi per venerare l’icona della Beata Vergine di San Luca, che ogni anno viene tradizionalmente portata in processione fino in centro, dove rimane per una settimana nella Cattedrale di San Pietro.

Vedendo questa chiesa dall’esterno non si può che rimanere a bocca aperta di fronte alla sua maestosità e al paesaggio circostante. A completare in altezza il Santuario c’è la cupola di San Luca, alta 42 metri e terminata nel 1774 dall’architetto bolognese Carlo Francesco Dotti. La sua decorazione interna ad affresco venne affidata a Giuseppe Cassioli nei primi decenni del Novecento. Secondo alcuni racconti, la Soprintendenza, con il timore di rovinare il Santuario con questa nuova opera, disse al Cassioli che in caso di risultato negativo avrebbe dovuto cancellare l’opera.


Complesso di Santo Stefano

Una o sette chiese? Già, perché il Complesso di Santo Stefano nasconde una curiosità: è infatti composto dall’unione di più edifici, che risalgono a epoche diverse.

Secondo i racconti più accreditati, il Complesso sarebbe stato costruito da Petronio sulle rovine di un tempio pagano e con l’intento di imitare il Santo Sepolcro di Gerusalemme. Al suo interno, come detto, si contano sette edifici. Impossibile non nominare, ad esempio, la Chiesa dei SS. Vitale e Agricola (IV secolo), la chiesa del Santo Sepolcro (V secolo), la chiesa del Crocifisso (VIII secolo). Una curiosità coinvolge la Chiesa del Santo Sepolcro. Qui, una porticina viene aperta solo una settimana l’anno, dopo la celebrazione della Santa Messa di Pasqua, alla presenza dei Cavalieri del Santo Sepolcro. Inoltre, l’edicola al centro custodiva le reliquie di San Petronio, rinvenute nel 1141. Nel 2000 i resti del Santo Patrono sono poi stati trasferiti nella Basilica a lui dedicata per proseguire questo legame così sentito tra il Santo e il luogo che porta il suo nome.


Basilica di San Francesco

A caratterizzare questa chiesa situata nel centro di Bologna, proprio in piazza San Francesco, è lo stile. La Basilica è infatti il primo esempio di stile gotico di derivazione francese in Italia.

La sua costruzione risale al XIII secolo per volontà della comunità francescana. A balzare subito all’occhio è la sua facciata di forme romano-gotiche, i due campanili e i mausolei dei glossatori Accursio, Odofredo e Rolandino de’ Romanzi. Sulla cancellata dietro l’abside si trovano i leoni in bronzo, chiamati “marzocchini”. Il motivo è presto detto: queste figure leonine furono disegnate da Alfonso Rubbiani all’inizio del Novecento, il quale prese ispirazione da un celebre Marzocco di Firenze scolpito da Donatello.

Entrando invece in basilica, si possono invece ammirare la pala dell’altare maggiore risalente al periodo tra il 1388 e il 1393, a opera dei veneziani Jacobello e Pier Paolo dalle Masegne, e i monumenti sepolcrali, tra cui la tomba di Papa Alessandro V.


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