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Succede solo a Bologna APS | Cinque luoghi della musica a Bologna
Bologna vanta una tradizione musicale così varia da aver ottenuto nel 2006 la nomina dell’Unesco a Città Creativa della Musica. Cominciamo allora un nuovo viaggio, questa volta tra i luoghi più legate a note, melodie e grandi personalità.
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Bologna vanta una tradizione musicale così varia da aver ottenuto nel 2006 la nomina dell’Unesco a Città Creativa della Musica. Cominciamo allora un nuovo viaggio, questa volta tra i luoghi più legate a note, melodie e grandi personalità.

Teatro comunale

Tra le istituzioni bolognesi legate alla musica non può certo mancare il Teatro Comunale. Costruito su progetto dello scenografo e architetto Antonio Galli Bibiena, venne inaugurato il 14 maggio 1763 con l’opera inedita “Il Trionfo di Clelia” di Metastasio con musiche di Gluck e scenografie di Bibiena. Alcuni suoi locali vennero poi ristrutturati nel tempo, come i camerini e il palcoscenico, su cui si intervenne tra il 1818 e il 1820 con l’architetto comunale Giuseppe Tubertini. Inoltre, sempre nel XIX secolo, Luigi Busi e Luigi Samoggia ridipinsero il soffitto della platea, mentre si completò la facciata principale solo nel 1935 circa, a opera di Umberto Ricci dopo che un incendio distrusse, pochi anni prima, il palcoscenico e il sipario.

La strada del jazz

Un passo per ogni stella del Jazz. A Bologna, passeggiando tra via Caprarie e via degli Orefici si possono notare sulla strada alcune stelle, dedicate alle star del jazz. La storia del jazz a Bologna ha origini lontane, fin dal dopoguerra la spinta e la passione dell’Hot Club prima e del Circolo del Jazz poi, resero Bologna una tappa obbligata per tutte le band e i solisti americani più celebrati in tournée, come Duke Ellington, Benny Goodman ed Ella Fitzgerald. In quegli anni si formarono anche le prime jazz band cittadine, come la Superior Magistratus Ragtime Band, fondata nel 1952, che diventerà il gruppo jazz amatoriale più longevo al mondo. Dal 1972 sarà conosciuta come Doctor Dixie Jazz Band e suonerà nella cantina di via Cesare Battisti. Un’altra figura di spicco fu Alberto Alberti, che nel 1953 aprì il Disclub, primo negozio in Italia dedito esclusivamente a dischi di jazz d’importazione.

Museo Internazionale e Biblioteca della musica

Ospitato da Palazzo Sanguinetti, in Strada Maggiore, il Museo Internazionale e Biblioteca della Musica racchiude al suo interno le più prestigiose testimonianze legate alla musica in città. Non solo, il Palazzo ospitò addirittura Gioachino Rossini quando si trovava sotto le Due Torri.

Venendo ai suoi “gioielli”, le sale del Museo custodiscono una delle raccolte più prestigiose per il repertorio di musica a stampa dal ‘500 al ‘700 con manoscritti, libretti d’opera e una raccolta di autografi e lettere. All’interno del Museo si possono ammirare anche una ricostruzione del laboratorio del liutaio bolognese Otello Bignami e il Ritratto di Wolfgang Amadé Mozart. Quest’ultimo arrivò a Bologna a 14 anni per incontrare padre Giambattista Martini e trascorse l’estate del 1770 a studiare con il suo maestro bolognese in vista dell’esame per entrare nell’Accademia Filarmonica.

Conservatorio Giovan Battista Martini

La sua storia comincia nel 1804 come comunale Liceo Filarmonico prima e Conservatorio poi, nel 1942 per l’esattezza. Il Conservatorio prende il nome di Giovan Battista Martini, musicista bolognese del Settecento, e diventa in poco tempo punto di riferimento per tutti gli appassionati di musica. Le sue sale hanno infatti ospitato gli studi di grandi personalità, come Gioachino Rossini, Gaetano Donizetti, Gian Francesco Malipiero e Francesco Molinari Pradelli. Proprio Rossini dopo aver frequentato questa istituzione, al tempo Liceo Musicale, fu poi aggregato all’Accademia Filarmonica senza nemmeno sostenere l’esame necessario.

Lucio Dalla

Lucio e Bologna: un legame indissolubile. Nel pieno centro di Bologna, in via d’Azeglio, guardando un po’ in su si può notare, all’altezza di piazza Celestini la sagoma del famoso cantante bolognese dipinta su un muro, sorge lì la sua casa. Il suo interno è visitabile con visite guidate e offre un viaggio unico per riassaporare l’arte e la personalità di un vero e proprio simbolo di Bologna tra oggetti personali e artistici, dipinti e sculture. I visitatori potranno ammirare la “Stanza Caruso”, la “Stanza delle colonne” e la “Stanza di Lucio”.


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