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Succede solo a Bologna APS | Cinque parchi di Bologna
Con la bella stagione una bella passeggiata o un pomeriggio sdraiati, immersi nella natura, è proprio l’ideale. Scopriamo allora qualche parco del centro e della prima collina bolognese tra vegetazione, storia e curiosità.
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Con la bella stagione una bella passeggiata o un pomeriggio sdraiati, immersi nella natura, è proprio l’ideale. Scopriamo allora qualche parco del centro e della prima collina bolognese tra vegetazione, storia e curiosità.

La Montagnola

Un parco in pieno centro con una storia che fonda le sue radici fin dal XVII secolo. Il Parco della Montagnola si trova lungo le vie Irnerio e Indipendenza ed è una delle più antiche zone verdi della città.

Le sue origini, come detto, risalgono al ‘600, quando l’area, inizialmente deputata all’accumulo di macerie e rifiuti, venne destinata a uso pubblico. Il suo aspetto come lo vediamo oggi risale invece all’Ottocento, quando Napoleone arrivò in città. Non solo, alla fine del secolo, nel 1896, al Parco della Montagnola venne aggiunta quella che oggi è uno dei suoi tratti distintivi: la scalinata del Pincio, che guarda verso Porta Galliera. Nei vasti spazi del parco, si trova anche la vasca circolare con gruppi scultorei di Diego Sarti, che era stata creata in occasione dell’Esposizione Emiliana del 1888.


I Giardini Margherita

I Giardini Margherita – e soprattutto l’idea di un luogo simile – nascono nel XIX secolo, quando si sviluppa un nuovo concetto di città che pone l’attenzione sul miglioramento delle condizioni di vita dei cittadini. Quale migliore risposta di un parco con eleganti passeggiate e ben 26 ettari di terreno?

I Giardini vennero inaugurati il 6 luglio 1879, nello stesso anno il Comune con una delibera decise di intitolare il parco alla Regina Margherita di Savoia, consorte del Re Umberto I, venuta in visita in città l’anno precedente. Il progetto del parco, che segue gli ideali del giardino all’inglese, fu affidato al conte Ernesto Balbo Bertone di Sambuy. Al suo interno fu previsto anche un laghetto alimentato dalle acque del Rio Cavallina, chiamato Fossa per la scarsità d’acqua. Inoltre, durante i lavori per la realizzazione vennero alla luce anche alcuni resti di una necropoli etrusca; tuttora all’interno del parco ci sono due ricostruzioni di tombe etrusche.


Parco di Villa Angeletti

Si trova a pochi metri dalla stazione centrale di Bologna, in via Carracci, e si sviluppa su 8,5 ettari lungo la sponda destra del canale Navile.

Il parco, che tuttora fa da sfondo a passeggiate in tranquillità a pochi passi dal centro, prende il nome dalla Villa che negli anni Trenta del Novecento era diventata un importante centro di ricerca e sperimentazione agraria. Oggi dell’edificio non resta nulla a causa dei bombardamenti che coinvolsero anche Villa Angeletti durante la Seconda guerra mondiale. Nel dopoguerra i terreni di proprietà della Cassa di Risparmio sono stati donati al Comune che vi ha ricavato il parco ancora a disposizione di tutta la città.


Parco di Villa Ghigi

Già verso le colline ma non troppo distante dal centro, c’è Villa Ghigi con il suo parco. Una zona della prima collina bolognese, poco dopo Porta San Mamolo che offre anche uno splendido punto panoramico su Bologna.

A rendere speciale e così frequentato il parco, oltre alla meravigliosa vista che regala, c’è il particolare contesto paesaggistico dell’area verde, compresi i suoi sentieri per chi vuole sperimentare le camminate.

La Villa è disabitata da tempo e tuttora sono visibili la casa del custode, adiacente alla Villa, oltre ai nuclei colonici del Palazzino, sede della Fondazione Villa Ghigi, e del Becco.

Il Parco ha diversi ingressi: in via San Mamolo, via Martucci e in via Gaibola.


Parco di Villa Spada

Si scorge su via Saragozza, mostrando il verde dei suoi circa 6 ettari. Villa Spada, oggi sede del Museo Storico Didattico della Tappezzeria, fa da sfondo al parco che si estende fino a via di Casaglia. Nel suo ampio spazio, il parco si mostra con una vegetazione varia, composta da tanti sempreverdi mediterranei (lecci, cipressi, allori, pini domestici e marittimi, corbezzoli), oltre a un boschetto seminaturale con specie tipiche della collina.

Venendo alla storia della Villa, questa fu costruita per volere della famiglia Zambeccari alla fine del ‘700 in stile neoclassico da Gian Battista Martinetti. Seconda la tradizione, all’interno della torretta neomedievale venne imprigionato prima della fucilazione Ugo Bassi.


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