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Succede solo a Bologna APS | I sette segreti che (forse) non sai su Bologna
Ci sono segreti che possono essere svelati senza far dispiacere nessuno. Quelli di Bologna ne sono un esempio. Già, perché la città ne ha ben sette, che molti bolognesi doc conoscono e si divertono a raccontare ai turisti. Pronti per andare alla scoperta dei sette segreti di Bologna?
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Ci sono segreti che possono essere svelati senza far dispiacere nessuno. Quelli di Bologna ne sono un esempio. Già, perché la città ne ha ben sette, che molti bolognesi doc conoscono e si divertono a raccontare ai turisti. Pronti per andare alla scoperta dei sette segreti di Bologna?

La finestrella di via Piella

Uno dei sette segreti si nasconde dietro a una finestra, anzi, una finestrella, quella in via Piella. Una volta aperta ci sembrerà di essere in una piccola Venezia, pur senza muoversi da Bologna. Da qui si può infatti ammirare il canale delle Moline scorrere tra le case, una delle poche occasioni rimaste, ormai, per vedere lo scorrere di un canale in centro. Una volta la città era attraversata da numerosi canali artificiali e vie d’acqua, che venivano usati per alimentare i mulini e le macchine idrauliche per la produzione di seta, lana e altri prodotti che venivano poi esportati in tutta Europa. Ora questi canali continuano a scorrere sotterranei, ma esistono ancora alcuni punti in cui ammirarli anche in superficie. Uno è appunto via Piella, tra gli altri si ricordano gli affacci sul Canale sui ponti in via Oberdan e via Malcontenti.


I quattro cantoni del Podestà

C’è un posto, nel pieno centro di Bologna, in cui giocare al “telefono senza fili”. Si trova sotto al voltone del Podestà e per “giocarci” basta posizionarsi nei due angoli opposti della volta. Le due persone che provano questa attività si devono mostrare le spalle e guardare invece il muro. A questo punto basta cominciare a parlare (uno per volta!) anche sottovoce e le frasi appena pronunciate arriveranno chiare e tonde al nostro interlocutore. Provare per credere!


Il dito del Nettuno

Impossibile non andare ad ammirare il Nettuno se siamo a Bologna. E allora già che ci siamo possiamo scoprire un altro segreto! Posizioniamoci alle spalle del Nettuno, nell’angolo a destra verso la Sala Borsa. Trovare il punto esatto non è un problema, basta cercare la cosiddetta “mattonella della vergogna”, una pietra nera posta vicino alla scala che porta alla biblioteca.

Ora che abbiamo trovato il punto esatto guardiamo il Nettuno. Da questa posizione sembra proprio di vederlo in un momento, diciamo, di estrema euforia, regalandoci una curiosità, per così dire, erotica. In realtà si tratta di un effetto ottico e quello che vediamo altro non è che il dito della sua mano sinistra.


Canabis Protectio

Un’antica scritta ci regala una curiosità. Leggiamola in latino: “panis vita, canabis protectio, vinum laetitia”. Significa “il pane è vita, la canapa è protezione, il vino è letizia” e si trova sotto la volta del portico all’esterno del Canton de’ Fiori, all’angolo tra via Indipendenza e via Rizzoli. Perché questa iscrizione e soprattutto, cosa c’entra la cannabis? Tutto deriva dall’importante ruolo che una volta aveva la canapa a Bologna. Il suo commercio era infatti fiorente all’epoca, portando molta ricchezza alla città. Ecco il motivo del riferimento alla “protezione”!


Le tre frecce di Corte Isolani

Un segreto e un mistero allo stesso tempo: le frecce ci sono o no? Il dilemma vale un tentativo! Basta andare in Strada Maggiore, sotto al portico di Casa Isolani, e alzare la testa. Qui, la leggenda narra che sul soffitto del portico siano ancora conficcate tre frecce, scagliate secoli fa all’indirizzo dell’antica padrona di casa, condannata a morte dal marito per adulterio. La donna, però, per evitare l’esecuzione si sarebbe mostrata senza veli alla finestra, distraendo così gli arcieri, che sbagliarono clamorosamente mira. Le frecce finirono così sul soffitto.


Il vaso rotto sulla Torre degli Asinelli

I più curiosi possono tentare la salita fino alla cima della Torre degli Asinelli per verificare questo segreto, ma, attenzione, la delusione potrebbe essere dietro l’angolo.

Secondo i racconti, nel punto più alto della Torre ci sarebbe, infatti, un vaso rotto che simboleggia le buone qualità di Bologna nella risoluzione dei problemi. Tentar non nuoce! Una raccomandazione agli studenti che tentano la salita: la leggenda narra che porti sfortuna salirci prima della laurea.


Panum Resis

Ed eccoci arrivati all’ultimo segreto, e che segreto! Coinvolge l’Università di Bologna, così ricca di storia e aneddoti. A Palazzo Poggi, in via Zamboni, su una cattedra universitaria sarebbe incisa la frase “Panum Resis”, ovvero “la conoscenza sta alla base di tutte le decisioni”. Un omaggio e un riferimento, dunque, allo Studium che tanto per la conoscenza ha fatto e continua a fare.


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